31 Ott

Meditazione e sport. Perchè?

 

Stamattina ho meditato. Lo faccio sempre più spesso, ne sento il beneficio e il bisogno. Ma perché? Cos’è? Come si impara? Queste le 3 domande che mi ponevo prima di conoscere bene questo mondo. E’ stato oggi, durante la mia meditazione quotidiana, che ho pensato di scrivere queste 4 righe. Risponderò brevemente, dritto per dritto, punto per punto alle 3 domande che mi fanno più spesso. Oggi è il turno della prima domanda, che merita un articolo tutto per lei.

PERCHE’ dovrei meditare?

Io non sono più un agonista. Non sento più quella spinta alla competizione che mi invoglia ad allenarmi duramente per migliorare le mie prestazioni e battere i miei avversari. Mi alleno e mi mantengo in forma ma sento di aver trovato in questi ultimi anni un equilibrio di pace con me stesso. I carichi di allenamento non sono mai eccessivi, rispetto le mie capacità fisiche e mi spingo oltre solo nel momento in cui sento di poter imparare qualcosa di nuovo. Definisco ogni gara alla quale partecipo come un’esperienza, un nuovo esperimento. Imparo qualcosa di nuovo ogni volta ma questo riesco a farlo solamente spostando l’attenzione dal mondo esterno al mondo interno. Ascolto il mio corpo, il mio respiro, i miei pensieri. Non sempre ci riesco. Alcune volte è più efficace lasciar perdere questa ricerca interna e tentare di raggiungere l’avversario che ho davanti a me, ma sempre con il giusto compromesso tra la fatica e la leggerezza. Tra il tenere e il lasciare. Tra il contrarre e il rilassare. Il prezzo da pagare nel caso in cui decido di non rispettare questo equilibrio è quasi sempre un’infortunio o un carico eccessivamente stressante.

Si trovano molti articoli in rete, centinaia di testimonianze, migliaia di libri ma solo una manciata di atleti o allenatori che rispondono direttamente a questa domanda. Senza giri di parole questi sono stati i vantaggi che ho personalmente sperimentato nel mondo sportivo ma non solo:

  1. miglior controllo sulle emozioni pre gara.
  2. miglior concentrazione (Sincronia) durante la prestazione.
  3. miglior gestione delle energie.
  4. miglior ascolto del corpo e della mente.
  5. capacità di gestione del pensiero anche in situazioni critiche.
  6. tempi di recupero diminuiti.
  7. consapevolezza generale migliorata.
  8. divertimento aumentato.
  9. miglioramento nella gestione del dolore e della fatica.
  10. serenità generale

Non mi sembra poco, per niente. Ripeto, non sono un agonista ma ho sperimentato personalmente questi miglioramenti. Consiglio a tutti gli sportivi che alleno di dedicare parte del loro tempo a queste pratiche di mental training. Nel prossimo articolo tenterò di spiegare cos’è la meditazione, cos’è lo stato di Trance e le sensazioni legate a questo stato alternativo di coscienza.

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