10 Nov

Correre fa schifo?

Accidenti si! Correre è veramente faticoso! Alleno gente che piuttosto di fare 1 km di corsa ne farebbero 10 in bicicletta o sollevano chissà quanti kg di ghisa! La sensazione dominante è quella di pesantezza, poi quella di mancanza di fiato “non riesco a respirareee” e nei casi più disperati “oddio sto morendooo”, per poi concludere stramazzati a terra incazzati dicendo “io non capisco proprio quelli che corrono, devono essere matti, è una cosa che proprio non concepisco”. Se avete presente una di queste sensazioni questo articolo è per voi. Perché così tanta gente corre se le sensazioni, almeno inizialmente, sono così orrende? In italia si stima che circa 6 milioni di persone corrano più o meno abitualmente. La media è di 3 o 4 allenamenti alla settimana per circa 11 mesi all’anno. Un fenomeno che è aumentato vertiginosamente con la crisi economica. Perché? A mio avviso i motivi più facili da individuare sono 3. Prima di tutto la corsa è l’attività sportiva più economica che esiste. bastano infatti un paio di scarpe da running. Inoltre tutti sappiamo correre, fin da bambini (si potrebbe qui aprire la questione della tecnica di corsa ma lo faremo in altri articoli). In secondo luogo è uno dei metodi in assoluto più efficaci per stare in forma e sentirsi più belli. Con tre sedute di corsa alla settimana di 30/40 minuti si possono infatti perdere anche a 10 kg in un anno mantenendo lo stesso stile alimentare. Ma è il terzo motivo quello per cui mi sono motivato a scrivere questo articolo. Il terzo motivo è quello che mi affascina di più ed è l’aspetto mentale di questa pratica. Sono più di uno i benefici psicologici del running ma mi soffermerò in particolare a parlare del ritmo della corsa. Che influenza ha il ritmo della corsa sul nostro cervello? Correre mi fa schifo. Correre mi fa schifo mentre penso di doverlo fare, mentre mi cambio ma poi esco e in un momento, un momento ben preciso avviene qualcosa di magico. Si, la corsa è magica. La magia agisce nel momento in cui il ritmo ipnotico della corsa svolge la sua funzione. Questo è il ritmo di cui parlo, non della velocità ma del ritmo giusto. C’è un esatto istante in cui il nostro cervello smette di pensare volontariamente. A quel punto arrivano i pensieri, è diverso. A volte dopo qualche decina di metro ma potrebbe succedere al primo chilometro, oppure al terzo, noi non possiamo sapere quando arriva e tantomeno possiamo ricercarlo con bramosia. Possiamo solo attenderlo e restare in ascolto. Ascoltiamo il rumore del nostro respiro e il suono delle scarpette sul terreno. Per un’istante la mente si vuota, si ferma, smette di pensare e il cervello attiva una modalità simile alla meditazione. C’è la fatica ma non turba, non disturba. Con il tempo si impara ad apprezzarla e ascoltarla. Si ascoltano i muscoli che bruciano o il sudore che cola sulla fronte o il freddo che entra nei bronchi ma senza infastidirci, restiamo semplicemente in ascolto prendendo consapevolezza delle sensazioni di quel momento, tentando di spingerci un po’ più in là. A volte durante la corsa arrivano in testa soluzioni a problemi che qualche minuto prima erano apparentemente irrisolvibili. Altre volte ci vengono grandi idee, altre volte ancora niente, semplicemente ci sentiamo meglio. Ecco la vera magia della corsa, secondo me è questo il motivo perché così tanti pazzi decidono di correre una mezza maratona o una maratona. Il vincitore è sempre solo 1, dalla quinta posizione in poi nemmeno i più esperti di atletica ricorderanno mai il tuo nome, non sei nessuno, resti un runner sfigato, un runner nessuno ma un runner felice, ed è questo ciò che conta.

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